Quando Luciano inizia a raccontare, nelle sue parole torna spesso la mamma: è della sua casa che vuole parlare, perché qui sono conservati i ricordi più emozionanti della sua famiglia, i momenti di festa vissuti insieme, davanti ad un camino sempre acceso di inverno, e con le finestre sempre aperte d’estate, dove ha trascorso tutta la sua infanzia. Ed è proprio alla casa materna che va il primo pensiero, quella notte del 6 aprile, quando la terra trema e la paura gela il respiro. Un attimo che sembra eterno. Prima il rumore assordante, poi il silenzio, lo sgomento e la consapevolezza che nulla sarà più come prima.
“È stato un evento che ha modificato la mia vita, quella dei miei genitori, dei miei nonni, e che ci ha costretto a rivedere tutto il nostro quotidiano” ammette con malcelata emozione Luciano.
