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chisiamoIl 14 maggio 2018 è il mio ultimo giorno alla guida dell’USRC_Ufficio Speciale della Ricostruzione, a pochi mesi dalla scadenza del secondo mandato triennale, per continuare il mio percorso professionale sul versante aziendale, dal quale provenivo e dove ho accumulato oltre venti anni di esperienza nell’ambito delle Direzioni Personale e Organizzazione di gruppi italiani e multinazionali, prima di accettare questo delicato incarico in ambito Ricostruzione.

Una esperienza post sisma che per quanto mi riguarda era cominciata già all’alba del 6 aprile 2009, quando da Dirigente di una azienda francese con stabilimento a Scoppito (AQ) – la farmaceutica Sanofi –  ho e abbiamo lavorato intensamente per garantire sin dalle prime ore dopo la scossa la messa in sicurezza del sito ed un futuro abitativo ai nostri collaboratori, con la costruzione del villaggio per oltre 500 persone, esempio di capacità di pronta reazione e attenzione verso i destini della comunità che ci ospitava.

Una esperienza poi continuata con l’incarico nell’ottobre 2012 di Titolare USRC da parte dell’allora Ministero per la Coesione Territoriale (e confermata con il rinnovo triennale a Sua firma dell’incarico da parte della Presidenza del Consiglio nel dicembre 2015), per creare un Ufficio e un team a garanzia del ritorno al regime ordinario dei processi amministrativi, tecnici e contabili della ricostruzione, al termine del lungo periodo commissariale. Una “start up” voluta dall’allora Governo per mettere una organizzazione a servizio del Territorio, in grado di programmare, approvare e finanziare i progetti di ricostruzione pubblica (compreso il delicato tema della messa in sicurezza della edilizia scolastica) e privata.

Un percorso lungo e articolato, fatto di lavoro intenso, dialogo costante con il Territorio e con le amministrazioni centrali dello Stato e le istituzioni tutte, e di costruzione e implementazione di processi robusti e sostenibili in ambito Ricostruzione.

Da “manager” questo era il mio compito, far partire la macchina, formare le persone, far partire i processi e renderli sostenibili nel tempo, a garanzia della certezza dei processi di ricostruzione in un arco temporale inevitabilmente lungo.

Oggi consuntiviamo quasi 2 miliardi di euro impegnati sulla ricostruzione privata grazie al lavoro sinergico con il territorio e, dal 2013, con la filiera di approvazione delle pratiche di edilizia privata rappresentata dagli UTR_Uffici Territoriali della Ricostruzione, con oltre un miliardo erogato per cassa di cui quasi 700 milioni direttamente dall’USRC, con una previsione dell’impegno della spesa totale prevista in tale ambito (circa 4,2 miliardi di euro) che si attesta a cavallo tra 2020 e 2022. Oltre 1.200 sono i cantieri attualmente attivi in ambito edilizia privata tra cratere e fuori cratere 2009, con una previsione del ripristino agibilità degli oltre 24.000 immobili seriamente danneggiati all’indomani del 6 aprile 2009 che si attesta tra 2023 e 2025 come media dei singoli comuni, laddove alcune comunità più “virtuose” già nel prossimo biennio vedranno completato un buon 80 per cento del proprio processo di ricostruzione. E la capacità, come sta avvenendo in questi giorni, di saper analizzare punti di forza e debolezza del modello organizzativo, per capire se è possibile rendere lo stesso modello più efficace oltre che efficiente in termini di velocità dei processi di approvazione pratiche e apertura cantieri: un “tagliando” necessario dopo quasi 6 anni di funzionamento.

In ambito edilizia pubblica più della metà dei fondi messi a disposizione dalla Cipe 135 del 2012 e dai fondi per la messa in sicurezza delle scuole sono stati impegnati, e con orgoglio in tema di edilizia scolastica annoveriamo decine di cantieri chiusi con l’inaugurazione di tante nuove scuole ai massimi livelli di sicurezza sull’intero territorio abruzzese. Il tema della edilizia pubblica è sicuramente un tema che necessità di grande attenzione per far sì che i relativi processi di impegno della spesa, affidamento lavori e apertura cantieri prosegua alla stessa velocità della ricostruzione privata, ed è un tema questo all’attenzione di tutti gli attori della articolata filiera della Ricostruzione.

Infine, è di questi giorni la pubblicazione dell’ordinanza che stabilisce regole e responsabilità chiare anche nell’ambito della delicata situazione venutasi a creare in Abruzzo con la “sovrapposizione” dei sisma 2009 e 2016_17 in molti comuni delle province teramane e aquilane.

Dunque processi robusti, metodo collaudato e in grado di apprendere e ridisegnarsi se necessario, professionalità in grado di garantire quel know how necessario alla delicata materia della ricostruzione post sisma, professionalità che restano a disposizione della comunità e delle comunità che oggi, e domani, dovessero avere bisogno di presidio di processi tecnici, amministrativi e finanziari su una materia che si impara inevitabilmente “sul campo”.

Dunque la macchina è “in sicurezza”, ed è giusto che il Manager lasci spazio, dopo quasi 6 anni di presidio quotidiano sul processo, ad un naturale e forse necessario ricambio alla guida: i sistemi, i modelli, si auto-rigenerano anche in questo modo.

Da cittadino ma soprattutto da professionista che ha sempre adempiuto al proprio dovere professionale cercando di mantenere un elevato livello di rigore etico, morale e attenzione verso le comunità gestite, l’aver servito lo Stato in questi anni, in una missione come quella della Ricostruzione, è motivo di viva soddisfazione personale e grande orgoglio professionale.

Una esperienza unica di Servizio allo Stato e ai Territori

Ed il mio pensiero e ringraziamento finale va anche e soprattutto a tutti coloro che, ai vari livelli, non hanno mai fatto mancare il proprio appoggio alla Struttura e hanno saputo dare coraggio in momenti di difficoltà: Vi ringrazio e Vi chiedo di continuare a seguire e supportare con forza gli sforzi di una intera Comunità di Territori e degli Enti coinvolti nel lungo e difficile processo di ricostruzione, il Team de l’USRC e degli UTR_Uffici Territoriali della Ricostruzione resta e resterà sempre e quotidianamente impegnato con rigore e professionalità a presidio di questo processo.

Un caro saluto e auguri di cuore per tutto
Paolo Esposito